E’ nato il Comitato “Un seme per Enza e Tiberio Bentivoglio”

di , 18 novembre 2015 23:52

Perché un Comitato

Comitato "Un seme per Enza e Tiberio Bentivoglio"

 La testimonianza di impegno di Enza e Tiberio contro il racket delle estorsioni è stata e continua ad essere per tutti noi esempio e fonte di ispirazione.

Per questo abbiamo deciso di sostenere Enza e Tiberio, in particolare, nella scelta di spostare la sede della propria attività in una zona più centrale della città di Reggio Calabria, all’interno di un bene confiscato alla ‘ndrangheta che oggi viene loro concesso a fronte del pagamento di un canone di locazione e dell’urgente esecuzione di alcuni indispensabili lavori di ristrutturazione. Abbiamo grande fiducia che, anche grazie al vostro aiuto, questo piccolo investimento potrà aprire una nuova, positiva fase nella vita della Sanitaria.
Il Comitato nasce quindi, innanzitutto, con l’obiettivo di aiutare Enza e Tiberio nel reperire le risorse indispensabili a realizzare i lavori più urgenti affinché la Sanitaria possa riaprire nella nuova sede.
Documenti

Atto costitutivo        Statuto

Il Consiglio direttivo del Comitato

Portavoce:                   Domenico Modafferi
Segretario Tesoriere:  Carmelo Laganà
Consigliere:                 Maria Antonietta Sacco
Consigliere:                 Salvatore Silivestro
Consigliere:                 Francesco Spanò

Contatti

Sede: Via Paolo Pellicano n. 21/h – Reggio Calabria
Casella posta elettronica: unsemeperenzaetiberio@gmail.com
Sito web: www.unsemeperenzaetiberio.blogspot.it
Telefono:

Dall’art. 2 dello Statuto del Comitato:

 “Il Comitato “Un seme per Enza e Tiberio Bentivoglio” è un soggetto collettivo che ha lo scopo di assicurare sostegno e solidarietà alla famiglia di Vincenza Falsone e Tiberio Bentivoglio, vittime della criminalità organizzata di tipo mafioso e del racket delle estorsioni. Ciò viene realizzato principalmente raccogliendo fondi da destinare alla continuazione e al rafforzamento dell’attività economica esercitata dalla famiglia Falsone-Bentivoglio, più volte colpita dalla violenza mafiosa, attraverso l’intervento diretto o il contributo di cittadini, enti pubblici, imprese e altri enti no profit di tutto il territorio nazionale ed estero. L’attività del Comitato è svolta senza alcun fine di lucro e si inserisce nell’ambito della campagna di contrasto al racket mafioso delle estorsioni e di promozione del consumo responsabile denominata “ReggioLiberaReggio”.”

Reggio, commerciante strozzato dall’usura: due arresti

di , 18 ottobre 2014 23:48

Fonte: www.ildispaccio.it

In 48 ore i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno chiuso il cerchio: erano in due a rendere la vita impossibile di un commerciante, il quale, dopo aver ottenuto un prestito, era costretto a versare mensilmente interessi usurari ai suoi aguzzini. La vicenda ha origine nel gennaio 2015, quando la vittima, in forti difficoltà economiche, dopo essersi visto rifiutare la concessione di finanziamenti da parte di un istituto di credito, è stata indirizzata da un “amico”, Ugo Arturo Fedele 48enne, titolare di un’agenzia di assicurazioni, verso un altro “amico”, Natale Lembo 62enne, disoccupato – disponibile a prestargli la somma di 12.000. I due approfittando dello stato di assoggettamento psicologico del commerciante, lo hanno indotto a pattuire la corresponsione di interessi usurari pari ad euro 3.000 mensili. Dopo aver corrisposto le prime due rate di interessi, a causa dell’elevato tasso percentuale, il commerciante non è riuscito più a rispettare il pactum usurarum. Le pressioni aumentavano di mese in mese, fino a sfociare – in uno degli ultimi incontri avvenuti nel luglio 2015 – in una vera e propria aggressione fisica da parte di Lembo che ha provocato alla vittima la sub-lussazione della mascella. Ma la forza e il coraggio di denunciare il tutto ai Carabinieridi Via Aschenez,ha permesso ai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia di accertare e riscontrare minuziosamente il racconto della vittima, fino a giungere, al termine dell’ultimo incontro avvenuto il 30 settembre all’esterno di un bar di Viale Calabria – alla presenza sia di Lembo che di Fedele – all’arresto dei due “compari” per il reato di usura in concorso, previsti e puniti dall’art. 644 del Codice Penale. Complessivamente, la vittima, in soli 9 mesi, da gennaio a settembre, aveva maturato un debito pari ed euro 27.000 a fronte di 12.000 di capitale.

Lembo e Fedele, al termine delle formalità di rito, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Arghillà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina. Al termine dell’interrogatorio di garanzia svoltosi venerdì pomeriggio, il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato gli arresti eseguiti dalla Polizia Giudiziaria, confermando la misura carceraria nei loro confronti.

Reggio, “vicinanza, sostegno e solidarietà” a Tiberio Bentivoglio dal gruppo AGESCI RC9 di Archi Carmine

di , 18 settembre 2014 23:45

Fonte: www.strettoweb.it

“Quanto la stampa locale riporta circa l’ultima udienza del processo “Raccordo Sistema” ci lascia esterrefatti e costernati per la violenza usata nei confronti di Tiberio Bentivoglio e della sua famiglia”.Lo afferma in una nota la comunità degli educatori del Gruppo scout AGESCI RC9 di Archi Carmine.

“La correttezza, la disponibilità e l’umanità di Tiberio e della moglie sono ben note a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerle o collaborarvi. Essere oltraggiati con attacchi ingiuriosi, falsi e offensivi attinenti la sfera privata della propria famiglia non può certo essere servigio reso alla giustizia, ma appare invece una curata tecnica di distruzione dell’uomo che, suo malgrado, è divenuto un simbolo di lotta; ci sgomenta vedere – continua il  Gruppo scout AGESCI RC9 di Archi Carmine – come l’intelligenza di professionisti e cittadini reggini possa essere utilizzata per la demolizione dell’immagine di concittadini onesti, che di certo avrebbero fatto a meno di ogni pubblica “attribuzione”. Essere nel mirino armato di chi vuole zittire una voce di protesta (e per questo ha ricevuto la protezione dello Stato) è cosa che sconvolge per sempre la vita di una persona onesta: chi non sa di cosa si parli, taccia e porti rispetto! Additare una tal cosa come finzione, significa dare del bugiardo allo Stato, prima che non aver riguardo della dignità delle persone”.

“Le ottime capacità imprenditoriali di Tiberio Bentivoglio – prosegue ancora il Gruppo scout AGESCI RC9 di Archi Carmine – sono testimoniate dalla storia della sua attività; la voglia di spendersi, oltre la propria professione, per il suo quartiere è quanto non conosciamo, perché non gli è stato permesso; la dignità ed il coraggio che mette (insieme alla famiglia) nelle sue azioni sono ciò che muove tanti oggi a perseverare nella strada difficilissima del contrasto all’illegalità e a quel sistema cristallizzato di potere e connivenze di cui la criminalità organizzata è solo un anello”.

“Invitiamo tutti ad aderire alla campagna antiracket ReggioLiberaReggio di cui Tiberio è fondatore: far “vestire firmato” con l’etichetta “Sanitaria S.Elia” i nostri bambini ci sembra la migliore risposta”conclude il Gruppo scout AGESCI RC9 di Archi Carmine.

Reggio vicina all’imprenditore antiracket Tiberio Bentivoglio

di , 18 maggio 2014 23:36

Fonte: CN24tv.it

Libera, ma non solo, ha mostrato concreta vicinanza a Tiberio Bentivoglio. imprenditore, tra i fondatori del coordinamento antiracket Reggio Libera Reggio, dopo il messaggio intimidatorio subito nei giorni scorso.

Con l’associazione fondata da don Ciotti, c’erano anche associazioni che ieri pomeriggio, di fronte ai locali della sanitaria di cui Bentivoglio è titolare, nel quartiere Condera, ma anche gruppi scout, associazioni religiose, sacerdoti, parenti delle vittime di mafia ed attivisti del movimento antimafia reggino. Pochi, invece, i cittadini.

Presenti il Coordinamento Regionale di Libera, con Mimmo Nasone, i presidi dell’Associazione antimafia provenienti da tutte le province calabresi, rappresentanti della Cgil, Francesco Alì, dell’Ugl Giulia Meliti e dell’Associazione Risveglio Ideale.

Lo stesso Bentivoglio ha sottolineato che ”la cosa che brucia di più è la solitudine, anche se oggi siamo contenti del calore dimostrato da tutti quelli che sono qui”.

”La rete di Libera – si legge in una nota i promotori dell’evento – non indietreggerà di un passo sino a quando Tiberio e i suoi cari non saranno, una volta per tutte, liberi di condurre serenamente la propria vita e la propria impresa in questa nostra città”.

Non son manati i messaggi di solidarietà: dal Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta e dal Presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà.

Presente anche il Sindaco di Condofuri Salvatore Mafrici, che ha simbolicamente consegnato la sua fascia tricolore nelle mani di Tiberio Bentivoglio.

A conclusione dell’iniziativa i presenti si sono intrattenuti nella degustazione di un buffet preparato dall’Accademia di Filippo Cogliandro, altra attività commerciale in passato presa di mira dal racket e aderente al circuito di Reggio Libera Reggio.

A Napoli niente tasse per tre anni a chi denuncia usura e pizzo

di , 18 aprile 2014 23:33

Fonte: Il Sole 24 ore

Napoli è il primo grande Comune che ha deciso di togliere imposte, tasse e tributi comunali per tre anni a chi denuncia di essere stato vittima di estorsione ed usura.
Il beneficio scatterà già dal momento in cui viene emessa una sentenza di condanna in primo grado nei confronti delle persone denunciate. La norma, voluta dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è stata elaborata dagli assessori alla Cultura, Nino Daniele, e allo Sviluppo, Enrico Panini per dare attuazione alla previsione contenuta nel bilancio attualmente all’esame dell’aula. «Si tratta – spiegano Daniele e Panini – di una norma con cui questa amministrazione invia un chiaro segnale a tutti i cittadini sul fronte del contrasto alla camorra, al racket e all’usura. Il senso della iniziativa è quello di intervenire nella fase più difficile: quella della scelta della denuncia, quando si ha bisogno di sostegno e supporto da parte delle istituzioni. Nel contrasto a tali odiosi reati questo può essere uno degli spazi più congeniali per operare da parte dell’ente locale».

Un’altra grande città, Reggio Calabria, aveva assunto una scelta analoga. Solo che nel 2012 fu la Camera di Commercio di Reggio Calabria a stabilire che «le imprese che non si piegheranno al racket saranno esentate dal pagamento del diritto annuale». «In pratica imprenditori, commercianti e artigiani vittime di reati di estorsione, corruzione e usura che hanno denunciato i loro aguzzini e hanno collaborato con l’autorità giudiziaria, fornendo elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione e/o cattura degli estorsori e usurai – spiegò il presidente della Camera di commercio di Reggio, Lucio Dattola, che oggi è candidato per il centro destra alle elezioni comunali del 26 ottobre – usufruiranno per cinque anni di un contributo annuale come rimborso di quanto dovuto e versato come tassa camerale». I primi imprenditori a ottenere l’agevolazione furono Tiberio Bentivoglio, comproprietario assieme alla moglie della “Sanitaria Sant’Elia” di Reggio Calabria, Salvatore d’Amico, titolare dell'”Informatica d’Amico” di Reggio Calabria, e Filippo Cogliandro, chef e proprietario del ristorante “L’Accademia” di Lazzaro (Rc). Tre imprenditori reggini simbolo della lotta contro le ‘ndrine che impongono il pizzo, segnalati da Libera e promotori di “Reggio libera Reggio. La libertà non ha pizzo”, un’associazione che si oppone al racket e alla ‘ndrangheta.

di Roberto Galullo – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/HCLSOH

Le dure prove superate dalla famiglia Fattorusso

di , 18 febbraio 2014 23:42

Fonte: Il sole 24 ore

Tra gli imprenditori antiracket che martedì in prefettura hanno ricevuto il logo “ReggioLiberaReggio – La libertà non ha pizzo” c’è anche una donna, Luisa Fattorusso, che direttamente imprenditrice non è anche se con i figli entra nella compagine sociale dell’Hotel Regent sul lungomare di Reggio, a Catona.

Luisa Fattorusso, nata il 30 giugno 1952 a Reggio Calabria, è infatti una professoressa associata di analisi matematica alla facoltà di Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. «Non entro direttamente nella gestione dell’albergo – dichiara al Sole-24 Ore – ma sia io che i mei figli seguiamo con grande attenzione l’attività intrapresa da mio padre. Da lui io, la mia famiglia e i nostri collaboratori, abbiamo ereditato la passione per la legalità e sui quei binari, da sempre, marciamo e continueremo a camminare».

Cosa voglia significare la parola legalità, Luisa Fattorusso lo spiega come meglio non si potrebbe: «Legalità vuol dire rispetto e ricerca del bene comune e non del bene privato. E’ qualcosa che va addirittura al di sopra, oltre la legge. Pur non essendo un’attività remunerativa continuiamo a preservare posti lavoro, in tutto una quindicina  di dipendenti. Questo è legalità».
Il cognome Fattorusso non dirà nulla ai giovani ma per chi ha qualche anno in più racconta molto. Tullio Fattorusso, imprenditore della fascia jonica reggina, fu rapito dall’Anonima calabrese (come allora veniva appellata) a S. Ilario Jonio il 9 ottobre 1981. Aveva 61 anni. Il 2 febbraio 1982 la famiglia versò ai rapitori 500 milioni: un acconto sui due miliardi richiesti.

Da quel contatto i Carabinieri di Locri e di Reggio Calabria, coordinati dall’allora sostituto procuratore Carlo Macrì, fecero scattare un’indagine che condusse all’arresto di nove persone.
Tullio Fattorusso tornò libero nelle campagne di Ciminà il 14 marzo 1982 ma prima cambiò rifugio almeno quattro volte e sembra che i rapitori avessero intenzione, comunque, di ucciderlo. I Carabinieri, all’epoca, recuperarono 80 milioni provenienti dal riscatto e un’auto di lusso (prezzo di listino di allora 25 milioni) che uno dei sequestratori si era già “regalato”. In quel periodo, nelle mani dell’anonima calabrese di Platì e San Luca — che nei primi tre mesi del 1982 incassò dai soli sequestri di persona otto miliardi — rimasero altri quattro ostaggi.

La famiglia Fattorusso non ha mai pensato di chinare la testa. «Anni fa abbiamo avuto un attentato durante la fase di rinnovamento dell’albergo – spiega Luisa -. Hanno incendiato i vecchi locali ma la giustizia non è arrivata a capire cosa sia successo. Noi andiamo avanti, la nostra famiglia va avanti e a dispetto delle difficoltà che sta attraversando una città come Reggio Calabria, continuiamo a frequentare solo persone che fanno della legalità uno stile di vita».
La libertà – come recità lo slogan di Libera – “non ha pizzo”.

r.galullo@ilsole24ore.com
Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/GVFsw

MINACCE DI MORTE AL REFERENTE DI REGGIO CALABRIA. LIBERA: “NON CI FAREMO INTIMIDIRE!”

di , 4 giugno 2012 14:04

Lettera di minaccia di morte al Coordinatore Libera Reggio Calabria Libera: “Condanniamo e rigettiamo la vile minaccia, ed esprimiamo la totale vicinanza e corresponsabilità al nostro coordinatore. Non ci faremo intimidire.”

“Condanniamo e rigettiamo al mittente la vile minaccia che ha visto destinatario Mimmo Nasone, nostro coordinatore a Reggio Calabria raggiunto da una lettera anonima in cui è stato minacciato di morte. Esprimiamo la nostra totale e piena vicinanza e corresponsabilità al nostro coordinatore . La voce e l’impegno di Mimmo Nasone a Reggio Calabria  è  la nostra voce ed è la voce di tutti gli uomini e le donne oneste che in quella terra lavorano quotidianamente per il cambiamento. Nessuno può pensare con tali minacce di ostacolare il percorso tracciato di legalità, verità  e giustizia portato avanti da Mimmo Nasone e da tutta Libera. La “continuità” della nostra azione civile è l’antidoto migliore contro chi pensa di intimidirci così vigliaccamente.” In una nota l’ufficio di presidenza di Libera. Associazioni, nomi e numeri denuncia la minaccia anonima ricevuta stamattina dal referente dell’associazione a Reggio Calabria.

Presentazione a Scilla del libro “Colpito: la vera storia di Tiberio Bentivoglio”

di , 14 febbraio 2012 08:17

Dopo il grande successo che ha avuto la presentazione del libro a Reggio Calabria, il coordinamento di Libera Scilla propone l’evento a Scilla.
Il libro racconta la storia di Tibero Bentivoglio, Tiberio è un commerciante colpito dalla ‘ndrangheta, un commerciante come tanti a Scilla.
Partecipare alla presentazione del libro e ascoltare la testimonianza di Tiberio potrebbe essere molto importante.
Sala conferenze – Casa della carità – Scilla (RC)

Lunedì 20 Febbraio

ore 17.00 Sala Conferenze – Casa della Carità

Scilla

In questa occasione sarà altresì possibile acquistare il libro

Colpito: la vera storia di Tiberio Bentivoglio.

di , 4 febbraio 2012 12:56

“… un grido di rabbia e di speranza, quello di Tiberio Bentivoglio. Queste pagine raccontano nel dettaglio le tappe di un calvario, come lo definisce Tiberio. Una storia di giustizia negata, purtroppo non l’unica nel nostro paese…”

( dalla prefazione di Don Luigi Ciotti)
Questo libro intende promuovere e sostenere le iniziative di Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie nei diversi territori ed in particolare la campagna antiracket “ReggioLiberaReggio – la libertà non ha pizzo”

Il libro è disponibile presso la sede di Libera Reggio Calabria, via P. Pellicano 21 H, oppure inviando una e-mail a :

sostieni@libera.it

reggioliberareggio@gmail.com

sanitariaselia@gmail.com

daniela.pell64@gmail.com

“Reggio Libera Reggio” su degrado ed abbandono a Ciccarello

di , 31 dicembre 2011 09:21

Le Associazioni, i consumatori e le imprese aderenti alla campagna antiracket “Reggio Libera Reggio – la Libertà non ha pizzo” intendono denunciare, con il presente comunicato, quanto sta avvenendo nel rione Modena di Reggio Calabria, dove le cosche della zona continuano ad esercitare una pressione asfissiante sulle attività commerciali del posto, utilizzando la situazione di degrado ed abbandono in cui versa l’area di Ciccarello occupata dagli zingari. Specie in quest’ultimo periodo sono aumentati, infatti, gli episodi di furti e scippi ai danni di coloro che si recano a fare compere presso le attività commerciali ivi presenti, alimentando una strategia della tensione tra gli stessi consumatori finalizzata a piegare ed opprimere alcune realtà imprenditoriali sane che hanno fatto la scelta coraggiosa di aderire alla rete di “Reggio Libera Reggio”

Pertanto, “Reggio Libera Reggio”, pur applaudendo all’operato delle Forze dell’Ordine e della Magistratura grazie al quale, proprio in quella zona, si è assistito ad operazioni pregevoli che hanno portato all’arresto dei presunti capi delle cosche locali, intende ribadire come la liberazione di un territorio dal predominio mafioso passi non solo da tali azioni repressive, ma anche e soprattutto dall’esercizio di una costante e concreta azione di prevenzione da parte di tutte le Istituzioni preposte.
Ci si rivolge, quindi, a Prefettura, Amministrazione Comunale e Provinciale, Procura della Repubblica, Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri, affinchè ognuno faccia la propria parte per la bonifica di quel territorio, che attualmente si trova assoggettato alle regole della criminalità organizzata.
Di tali regole si sta, infatti, parlando e non di meri “furtarelli” frutto dell’improvvida iniziativa dello “zingarello di turno”; della violenza e dell’intimidazione utilizzate dalla ‘ndrangheta come strumenti principali per l’affermazione del proprio controllo sul territorio…di ciò si deve parlare!
Con tale piena consapevolezza, “Reggio Libera Reggio” invita, infine, tutti gli aderenti alla campagna a recarsi presso le attività commerciali di quella zona ( vedi elenco sul sito www.reggioliberareggio.org ) per fare degli acquisti, non soltanto spinti dalla necessità, ma stavolta anche dalla responsabilità che ognuno di noi ormai deve assumersi al fine di riuscire finalmente a “liberare chi libero non è”.

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